Carenza di vitamina D: sintomi e conseguenze per la salute

11 Mag 2017 novità

La vitamina D è un alleato prezioso del nostro organismo. È nota, infatti, la sua capacità di preservare e mantenere in buona salute l’apparato scheletrico, prevenendo eventuali fratture ossee e l’insorgenza dell’osteoporosi. La vitamina D stimola l’assorbimento di calcio e fosforo, oltre a favorirne il deposito. Ecco perché, soprattutto i pediatri, raccomandano ai genitori di prevenire eventuali carenze di questa vitamina durante la crescita del bambino, in quanto è proprio in questa fase che si gettano le basi per una giusta mineralizzazione delle ossa, con conseguenze e ripercussioni in età adulta.

Le fonti principiali da cui il nostro organismo attinge la vitamina D sono fondamentalmente due: l’alimentazione e l’esposizione al sole. Purtroppo, capita spesso di accorgersi in ritardo della carenza di questa vitamina e, il più delle volte, solo dopo essersi sottoposti all’esame del sangue. I soggetti maggiormente esposti a questo deficit sono coloro i quali trascorrono poche ore all’aria aperta durante la giornata, privandosi in tal modo degli effetti benefici della luce solare; come pure i soggetti che non assumono alimenti ricchi di vitamina D.

Tra i sintomi più diffusi della carenza di vitamina D troviamo il classico dolore alle ossa e la debolezza muscolare. Altri sintomi da ricollegare a questa carenza, e da non sottovalutare, possono essere gli sbalzi d’umore, il senso di spossatezza e la sudorazione delle mani, fenomeno quest’ultimo apparentemente non riconducibile al deficit di vitamina D ma considerato, ormai, come uno dei sintomi più frequenti.

Le conseguenze della carenza di vitamina D variano in funzione dell’età, dello stato generale di salute e della fase di vita dell’individuo. Nei bambini, ad esempio, un deficit grave di vitamina D dovuto alla mancata esposizione alla luce del sole e/o allo scarso apporto alimentare può portare al rachitismo. Negli adulti, invece, la carenza di vitamina D può causare deformazione delle ossa e inarcamenti anomali sia degli arti inferiori, che della colonna vertebrale. È stato, infine, accertato che bassi o insufficienti livelli di vitamina D possono avere come conseguenza la maggiore incidenza di malattie autoimmuni, come l’artrite reumatoide, il Lupus e il diabete di tipo 1.

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