La nuova ricetta elettronica

11 Mag 2017 novità

La ricetta elettronica (o “dematerializzata”) è l’approdo finale di un lungo percorso cominciato nel lontano 2003 con l’approvazione dell’art. 50 della Legge n. 326/2003, il quale ha introdotto la ricetta cartacea standardizzata, la tessera sanitaria e l’obbligo per le farmacie (dal 2008) e per i medici (dal 2011) di inviare al MEF i dati relativi ai circa 600 milioni di ricette erogate ogni anno.

Il progetto ha come scopo principale quello di realizzare “misure di appropriatezza delle prescrizioni, attribuzione e verifica del budget di distretto, farmacosorveglianza e sorveglianza epidemiologica”, in conformità alle direttive sul monitoraggio della spesa farmaceutica e specialistica a carico del SSN.

Con il nuovo sistema i medici cesseranno gradualmente di prescrivere esami e farmaci sulle classiche ricette rosse, sostituendole, almeno in una fase transitoria, con dei promemoria contenenti i NRE (numeri di ricetta elettronica) forniti direttamente dalla ASL sulla base degli attuali parametri e criteri utilizzati per la distribuzione dei ricettari cartacei.

In sostanza, il medico che intende prescrivere un farmaco o un esame, si connette via computer al portale dedicato e, dopo essersi identificato, effettua la prescrizione on line utilizzando uno degli NRE (numeri di ricetta elettronica) a lui assegnati. A questo numero il medico aggiunge il codice fiscale dell’assistito. Il sistema on line verifica se in base al codice fiscale l’assistito ha diritto alla prestazione e all’eventuale esenzione (a seconda della posizione reddituale o della patologia) e alla fine completa la ricetta virtuale con la prescrizione del farmaco o dell’esame diagnostico.

Fatto ciò, il medico stampa un “promemoria” per l’assistito con NRE, codice fiscale, eventuali esenzioni e la prescrizione.

La ricetta elettronica, dunque, non è ancora sinonimo di completa dematerializzazione (intesa come abolizione della carta), anche se il Governo con il D. Lgs. n. 179/2012 (“Crescita 2.0”) ha previsto la progressiva sostituzione della ricetta rossa con le prescrizioni elettroniche.

La ricetta rossa, in ogni caso, è ancora obbligatoria per le richieste relative a stupefacenti, morfinoderivati, ossigeno, come pure i dispositivi per diabetici, i piani terapeutici per i nefropatici (malati di insufficienza renale), e per i farmaci con “piano terapeutico Aifa” che sarebbero quelli che vengono direttamente somministrati dalla Asl e non passano dal farmacista.

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